La verità su chi dice bugie 4 + indicazioni pratiche - PSICOHELP, lo psicologo a portata di click
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La verità su chi dice bugie 4 + indicazioni pratiche

La verità su chi dice bugie 4 + indicazioni pratiche

Ciao, oggi parlo di particolari del viso a cui fare attenzione quando si vuole scovare chi ti sta mentendo.

La prima regola di chi indaga la verità dell’interlocutore è osservare. In questo articolo mi soffermerò sui particolari del viso. I riferimenti di quanto scrivo sono rintracciabili nei lavori di P.Mayer, P.Ekman,  V. Friesen.Il nostro viso rivela una moltitudine di informazioni riguardo a quello che proviamo, pensiamo e vogliamo comunicare. Come mostrato da P.Ekman l’espressione delle 7 emozioni di base (Felicità, Tristezza, Disgusto, Sorpresa, Rabbia, Paura, Disprezzo) è uguale in tutte le culture.  Micromovimenti rapidi danno indicazioni formidabili a chi vuole capire cosa stia provando l’interlocutore. E anche se la singola microespressione non è infallibile segnale di menzogna, notarla puo’ essere un indizio importante per direzionare le nostre domande la dove è utile indagare.

Sarà l’accumularsi di indizi e segnali di nervosismo, di menzogna e di stati emotivi in conflitto a dare la quasi certezza sulla veridicità di quello che dice.

Di seguito alcuni punti importanti:

1)      Un essere umano è in grado di fare circa 10 000 espressioni facciali distinte. Questo è eccezionale se pensi che abbiamo 43 muscoli in faccia. Ma per essere un buon investigatore non devi imparare tutte le espressioni. Basta conoscere le espressioni che si riferiscono alle 7 emozioni di base.

2)      Le espressioni facciali di emozioni realmente vissute (e quindi tipiche della condizione di verità) sono QUASI sempre simmetriche.  Sei delle espressioni di base (tutte tranne il disgusto) sono simmetriche modificano i nostri lineamenti allo stesso modo sulle due metà del viso. Questo significa che se il tuo interlocutore mostra un espressione di sorpresa alzando più una sopracciglia che l’altra, ci sono possibilità che stia mentendo e vale la pena indagare in quella direzione.

3)      Molte delle microespressioni hanno durata brevissima, meno di un quarto di secondo. Questo le rende evidenti solo all’occhio allenato.

4)      Per distinguere un sorriso vero da uno falso ci si puo’ affidare all’osservazione dei muscoli orbitali. Questi muscoli, a differenza di quelli che controllano gli angoli della bocca, sono azionati involontariamente. Per questo è molto difficile fingere un sorriso.  Quindi, la prossima volta che qualcuno ti sorride senza il coinvolgimento dei muscoli orbitali o con un sorriso che coinvolge piu’ un lato che l’altro del viso, fatti venire qualche dubbio.

5)      Anche i migliori mentitori hanno difficoltà a controllare i muscoli facciali in modo da nascondere quello che provano.  Anche se allenati se confrontati con domande serrate e tenuto conto di indizi sottili, anche i migliori mentitori sono vulnerabili. Ma se non sei un agente segreto o un ufficiale di polizia, sappi che non ti devi preoccupare. La maggior parte delle persone con le quali verrai in contatto ignora l’esistenza delle microespressioni.

6)      Il modo piu’ comune di nascondere delle emozioni è dietro un sorriso. Anche se il sorriso autentico è difficilmente falsificabile. Ricorriamo spesso al sorriso per nascondere imbarazzo o rabbia.

7)      Se la vera felicità e da ricercare negli angoli degli occhi, la vera tristezza è da ricercare nel mento. Solo il 10 % delle persone riesce difatti ad inarcare gli angoli della bocca senza muovere i muscoli del mento. I movimenti dei muscoli del mento sono segno di una espressione di tristezza forzata.

8)      Il mito del mentitore. Quello per il quale chi mente non guarda negli occhi. Questo è un mito ed è falso!! Una recente ricerca ha dimostrato che il 72% delle persone crede che se l’interlocutore guarda negli occhi, allora dice la verità. Ma questo è sbagliato ed i mentitori che lo sanno tenderanno a guardarti negli occhi per farsi credere onesti. Spesso tendono a farlo troppo a lungo.. sembra una barzelletta ma è cosi. Quindi: occhio a chi ti fissa troppo a lungo negli occhi, quando dice cose alla quali devi credere.

9)      La menzogna induce in gesti, parole ed espressioni che si contraddicono e non sono sincrone. Se uno si arrabbia e batte i pugni sul tavolo, meglio che lo faccia contemporaneamente all’espressione di rabbia sul volto. Altrimenti ci sono buone possibilità che stia, se non fingendo, esagerando la rabbia che vuole esprimere rispetto a quella che sente.

Mi rendo conto che queste affermazioni andrebbero integrate con degli esempi reali e filmati. Sarà quello che proverò  a fare nei video e nei prossimi post. Ora ti lascio alla seconda parte del documentario sulla menzogna. Documentario leggero ma che da buone basi anche storiche sull’argomento.

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