soffrire d'amore 3 (la scienza dell' amore) - PSICOHELP, lo psicologo a portata di click
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soffrire d’amore 3 (la scienza dell’ amore)

soffrire d’amore 3 (la scienza dell’ amore)



… continua dal post mal di cuore 2

Cosa fare per uscire dal tunnel? Dal punto di vista dell’efficacia gli antidepressivi funzionano nel caso della “sindrome da cuore spezzato”. Ma questi vengono prescritti solo per casi gravi. E poi, i farmaci sono veramente l’ultima spiaggia, ci sono altri modi, più salutari e soprattutto più utili alla nostra crescita, per venirne fuori.

Alcuni metodi, sono conosciuti da molto tempo. Prendiamo, per esempio, una tattica che  viene soprannominata “la regola del contatto zero”. Questa prevede che i contatti con l’ex debbano essere ridotti al minimo. E visto che il minimo solitamente è zero, i contatti devono essere ridotti a zero! Ma anche se questo può sembrare ovvio razionalmente, nel momento in cui si finisce una relazione si è tentati di ricontattare la persona persa. 

Parlo naturalmente dell’ipotesi in cui si sia presa la decisione di troncare e terminare una relazione, e siccome la relazione è fatta da due persone, mi riferisco anche al caso in cui una delle due persone abbia preso questa decisione unilateralmente. Tradotto in parole povere: anche se tu vorresti recuperare la storia, ma il o la tua ex non ne vuole sapere, allora la regola del contatto zero, va in ogni caso applicata per limitare la sofferenza. 

Quindi, dicevo, la voglia di ricontattare la persona persa è tanta, anche se razionalmente si sa che è meglio astenersi. Cosa fare e come fare? Ci sono diverse tecniche e non posso raccontarle tutte, per motivi di spazio e di complessità. Per dare un’idea generale, quasi tutte le tecniche si basano sulla gestione del focus attentivo. Su come direzionare l’attenzione che possiamo orientare cosi come orientiamo un fascio luminoso nel buio. Anche se sembra difficile con un training adatto, possiamo decidere dove orientare la nostra attenzione. E’ difficile? Si è difficile ma sappi che è possibile.
Zero contatto significa , non chiamare, messaggiare, vedere il profilo su facebook, frequentare posti dove si rischierebbe di incontrarsi. Inoltre, se l’ex partner passava molto tempo a casa nostra allora ci sono tutta una serie di altre indicazioni da seguire. In pratica tutti i segni di questa persona e della sua passata presenza, devono essere rimossi. 

Anche la vecchia storia del rimanere amici può essere pericolosa. Per questa esistono condizioni ben precise, sia temporali (il periodo minimo che deve passare è di un anno) che di test. Ci sono test specifici per capire se è finalmente giunto il momento di ricontattare l’ex. Di solito quando il risultato del test ci dice che è finalmente giunto il momento di ricontattare la persona persa, a quel punto non ci interessa per niente ricontattarla 🙂

Un ricercatore diceva riguardo alla riluttanza delle persone nell’adottare la tecnica “contatto zero” che “in questo processo, rifiutarsi di azzerare i contatti corrisponde a provare a smettere di bere, mantenendo le bottiglie di vino sul tavolo” (Fisher, 2009).

A proposito di alcol, il bere per cancellare la memoria di un amore perduto è una classica strategia di coping impiegata dagli uomini. Per strategie di coping intendo i processi che mettiamo in moto per affrontare una situazione problematica.

Affrontare il problema con l’alcol significa non risolvere il problema, perché appunto questa strategia non funziona. L’alcol abbassa il livello dell’autocontrollo e fa tacere per un attimo il giudice interiore. Per un attimo! Poi tutto torna e ci ritroviamo con il problema magari amplificato dagli effetti post-ubriacatura. L’alcol è una droga depressiva. Quindi, se sei già triste per cominciare, è probabile che dopo la fase di stordimento arrivi una fase di depressione ancora più profonda.

Uno studio del 2008 (dalla rivista drug and alchool abuse) ha stabilito che, piccole dosi di alcol incrementano i comportamenti impulsivi, aggressivi e socialmente inappropriati. I centri nervosi che tengono a freno questi comportamenti vengono come disabilitati. Inoltre, l’alcol è particolarmente efficace nel neutralizzare le buone intenzioni. Quando hai il cuore spezzato ma sei sobrio, pensi: “voglio chiamarla così tanto, ma so che questo alla fine mi fa sentire peggio“. Due birre più tardi, ti chiedi: “Dov’è il telefono?

L’esercizio fisico è un potente antidoto al “mal di cuore”. Come ho detto prima, il rifiuto, nei nostri cervelli provoca ondate di ormoni dello stress. L’esercizio aerobico, probabilmente elevando il livello della serotonina – e sicuramente attraverso le endorfine, da una calmata agli effetti dello stress. Mi fa sorridere il pensare alle persone sedentarie che non vogliono solitamente sentir parlare di attività fisica. Rido perché ho assistito a cambiamenti che non avrei mai creduto. Dopo le prime camminate o corsette prescritte come compiti tassativi, dopo aver solo intravisto il beneficio, queste persone si trasformano in maratoneti professionisti. Si, in effetti se potessi dire di aver scorto un lato positivo della separazione, direi che è quello che fa migliorare la forma fisica di chi si è separato. Calo di appetito ed l’esercizio fisico, hanno veramente cambiato in meglio il fisico di molti cuori infranti! E questo ha anche un altro effetto strategico: ti prepara per quando, passata la crisi, ti rimetterai sul mercato alla ricerca di un nuovo partner.

Riempire il vuoto lasciato con nuovi spazi sociali aiuta ad innalzare i livello degli ormoni che avevano subito un forte decremento. Amici, frequentazioni di compagnie e partecipazione ad momenti di scambio sociale aiutano anche a distogliere il famoso focus attentivo dall’ogggetto fonte del dolore. Non è ancora chiaro se il fare sesso o il trovare un partner sostitutivo nell’immediato sia positivo o meno. Secondo, Buss per gli uomini la cosa funzionerebbe e il miglior rimedio per un cuore infranto sarebbe una nuova partner. Oppure se ciò non fosse possibile, fare sesso sarebbe utile a sedare l’emergenza. Altri ricercatori (Fishser) pensano che se sei ancora sotto l’effetto dell’attaccamento, non ci sarà nessun sostituto che ti interessa.

Personalmente sostengo che, a parte i discorsi biochimici,  tristezza e  prostrazione siano utili e ci facciano crescere. Privarsi, a patto di farcela, della tristezza, tappando un buco (perdonami il termine) con il primo o la prima che passa, è come perdere il momento di riflessione, introspezione e autoanalisi che ci permette di apprendere e capire meglio noi stessi.

qui sotto la parte finale del filmato della Fisher….


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2 Comments
  • alberto
    Posted at 15:07h, 14 settembre Rispondi

    Il solito fiume di parole che lasciano il tempo che trovano. Non propongono niente di nuovo o che possa migliorare la situazione .E io che mi illudo di poter trovare aiuto su internet…mah..almeno non chiedete soldi ed e’ gia una gran cosa.

    • Marco
      Posted at 16:15h, 17 ottobre Rispondi

      Grazie Alberto,
      diciamo che in condizioni non patologiche la condizione dovrebbe migliorare da sola. L’intervento del professionista può velocizzare il recupero, far si che l’esperienza negativa diventi esperienza di crescita, alleviare (non eliminare) il dolore iniziale. Ogni caso è particolare, nell’articolo ho trattato la cosa in generale e in generale non ci sono gran cose che possano migliorare 🙂 superday a te, marco

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