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Coaching e ansia 601

Coaching e ansia 601

Modi per ridurre l’ansia (provati scientificamente)

 Due parole sull’ansia e lo stress, poi nel video un interessante punto di vista che mette in relazione ansia e bisogni.

L’ansia come la maggior parte delle reazioni prodotte dalla nostra mente/corpo, e’ un segnale che ha il nobile scopo di proteggerci da un pericolo. Si, lo scopo dell’ansia e in generale della paura e’ nobile e positivo.

Per esempio essere in ansia perche’ temo che il mio compagno mi tradisca ha lo scopo di mobilitare in me quei comportamenti atti ad impedire un tradimento. Un tradimento dal punto di vista evolutivo corrisponde al rischio di allevare la prole di un altro maschio nel caso dell’uomo oppure al rischio di essere abbandonata nel caso della donna.  Senza addentrarmi in spiegazioni evoluzionistiche è evidente che l’ansia può avere un ruolo adattivo.

Ovviamente, se l’ansia mi assale senza che io abbia oggettive ragioni di temere un tradimento, allora questo stato, da funzionale ed adattivo, diventa disfunzionale e di disturbo. Se per esempio, ogni volta che il mio partner esce temo un tradimento senza aver validi motivi, allora la mia ansia sarà disfunzionale  e finirà per riflettersi in modo negativo sulla coppia.

Decidere quando si tratta di stress salutare e quando di tratta di stress disfunzionale non e’ cosa facile. Un criterio può essere quello di valutare gli effetti dell’ansia. Se alla fine sono positivi allora l’ansia ha avuto un ruolo funzionale, ma se gli effetti sono negativi allora e’ bene fermarsi e lavorare per ridurla.

Conosciamo tutti le sensazioni spiacevoli dell’ansia. Il cuore accelera, le mani possono sudare, il nostro respiro e’ spesso superficiale e veloce. I pensieri possono susseguirsi rapidamente e iniziamo a credere che tutto questo sia semplicemente un incubo dal quale non possiamo fuggire. La descrizione di stato ansioso acuto avviene perché un meccanismo di “attacco o fuga” e’ scattato in noi. Questo meccanismo attiva il sistema simpatico e modifica tutta una serie di parametri fisiologici e non. La letteratura di orientamento cognitivo comportamentale propone (e garantisce con prove scientifiche) diversi modi per aiutare chi si trova a sperimentare uno stato di ansia. Questi modi possono essere utili anche nel caso l’ansia non sia cosi forte come quella descritta poco sopra. 

Eccoli qui,

1) rivalutare la probabilità dell’evento minaccioso e del suo grado si pericolosità

L’ansia ci fa sentire come se la minaccia fosse imminente e molte volte ci preoccupiamo per qualcosa che non avviene. Proviamo a fare mente locale su quante volte siamo stati in ansia inutilmente. Quante volte il temuto destino non si e’ verificato?  Bene, sappi che rivalutare la probabilità che qualcosa accada, ogni volta che un pensiero ansiogeno sorge, e’ un modo per ridurre l’’ansia.

2) ridimensionare

Anche se l’evento temuto dovesse accadere, a patto che accada, possiamo comunque gestirlo e probabilmente non rischiamo di morire. Anche se non e’ piacevole, possiamo sopravvivere. Quante volte eventi drammatici ci sono capitati? Eppure siamo ancora qui.

3) usare la respirazione e tecniche di rilassamento.

Se non sei nuovo/a al mio blog, sarai anche già stanca/o di mindfulness e meditazione 😉 il rilassamento del sistema autonomo avviene anche tramite il rilassamento fisico, con queste tecniche lavori sul corpo e sulla mente per ridurre l’ansia (che spesso si manifesta come tensione muscolare)

4) accettare la paura e l’inevitabilità delle situazioni negative.

Non cercare di reprimere l’ansia, questa puo’ piuttosto essere gestita con tecniche e accorgimenti, ma non potrà essere eliminata completamente. Ricorda, l’ansia e’ un campanello d’allarme il cui fine e’ quello di proteggerti da un pericolo.

5) infine, l’esposizione allo stimolo stressogeno, magari graduale e fatta con un professionista aiuta a ridurre l’ansia. Non scappare ma accettare l’ansia e lo stimolo che la provoca ci farà capire che spesso le nostre paure sono esagerate.

Bene, mi sono dilungato un po’ troppo, ti lascio alla mini lezione sull’ansia.

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