Dipendenza da Internet, dubbi, sintomi e cura
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Dipendenza da internet

Dipendenza da internet

Una definizione dibattuta

Il nome di questa patologia è stato scritto per la prima volta dal Dr. Ivan Goldberg circa venti anni fa. Questo disturbo è spesso paragonato ad altri tipi di dipendenze come quella del gioco d’azzardo. Recentemente è stato proposto l’inserimento di tale categoria nosografica nel DSMV con la proposta di di chiamare il disturbo “Internet Addiction Disorder”; si tratta di una diagnosi di prova che richiede quindi di essere approfondita e che non può essere utilizzata a fini giuridici o ufficiali. Il dibattito è ancora molto intenso e alcuni studiosi sostengono che la dipendenza da Internet non possa essere catalogata come uno unico disturbo psichiatrico, ma piuttosto un insieme di sintomi e segnali che rientrano in altre patologie. Nonostante queste difficoltà di formazione di una diagnosi di dipendenza da internet precisa posso dire che ad oggi la maggior esistono delle linee comuni condivise da molti psicologi.

 

I sintomi della dipendenza da internet

In sintesi, i criteri attualmente considerati centrali per diagnosticare una dipendenza da internet si concentrano sulla perdita di controllo; tolleranza e astinenza; l’eccessiva preoccupazione verso il bisogno di accedere a internet; ripetuti e fallimentari tentativi di ridurre l’uso di internet; problemi di umore (ansia, irritabilità, depressione) connessi al tentativo di ridurre dell’uso di internet; desiderio intenso, urgente e incontrollabile di navigare. Al di là di questi aspetti comuni, lo stato dell’arte attuale mostra un disaccordo sui criteri diagnostici sia sulle prove di validità per la diagnosi di IAD. Adicción a internetUna definizione più precisa e utile a capire se esiste un problema di dipendenza è stata data dal Tao e colleghi. Secondo questo influente gruppo di ricerca ha problemi di dipendenza da internet chi rispetta le seguenti condizioni:

  1. eccessiva preoccupazione e astinenza; 2. uno dei seguenti: 2.1 tolleranza, 2.2 desiderio persistente e/o tentativi inefficaci di controllare l’uso, 2.3 uso continuativo nonostante le conseguenze avverse, 2.4 perdita di interesse per altre attività, 2.5 uso di internet per alleviare alterazioni dell’umore; 3. disfunzionamento sociale, accademico o lavorativo; 4. i sintomi devono persistere da almeno tre mesi associati a un uso di internet non lavorativo si almeno sei ore al giorno; 5. i sintomi non devono essere spiegabili dalla presenza di altre condizioni cliniche. Isintomi della dipendenza da internetsembrano quindi verificarsi quando la condizione psicologica di un soggetto, l’attività personale o lavorativa e le sue abilità sociali sono deteriorate a causa di un utilizzo sproporzionato o sconveniente della connessione alla rete. Internet assume nell’esistenza del singolo una rilevanza dominante a danno delle altre attività basilari.
    Alcuni studiosi hanno suggerito una ripartizione tra una dipendenza da internet di tipo specifico, nella quale l’individuo pensa ossessivamente a specifiche attività sul web, come le scommesse online, la pornografia online, o la vita sociale online, dalle persone che invece sono iper dipendenti da internet in generale e non in modo esclusivo e specifico di un aspetto o attività online. In generale, comunque, sembra che le persone che hanno una dipendenza da internet siano quelle che lo utilizzano soprattutto per attività di divertimento, come videogames online, spesa online e social network, piuttosto che un uso più professionale e di ricerca di informazioni. Quindi se sei una persona che usa molto internet ma per leggere informazioni di politica, scienza, attualità, oppure per scrivere mail ad amici e colleghi, per reperire in generale informazioni utili alla tua vita offline, allora probabilmente non hai problemi di dipendenza.

Chi è a rischio di dipendenza da internet?

Alcuni studi indicano che non esiste una tipologia di persona più esposta allo sviluppo di una dipendenza da internet, anche se sembrano più a rischio i ragazzi non in una relazione affettiva, gli studenti, le donne sui 40 anni, le persone con la sola licenza media e quindi un minor livello di istruzione. Sono inoltre più in pericolo le persone colpite da altri disturbi mentali quali dipendenze, timidezza cronica, depressione, fobia sociale e bassi livelli di autostima.

Problemi nel capire chi è malato

Una delle maggiori problematicità della concettualizzazione delle psicopatologie relate a internet è che oggi una vastissima gamma di attività vengono compiute online e che i progressi tecnologici incidono in modo radicale sul CYGY.comcomportamento normale. La dinamica e la struttura delle relazioni sociali è profondamente cambiata dall’epoca in cui i primi ricercatori hanno iniziato a valutare l’Internet Addiction Disorder. Internet non è più semplicemente un mezzo di comunicazione, ma la via obbligata per condurre attività professionali, accademiche, amicali, sentimentali. L’introduzione delle apparecchiature mobili (smart phone, tablet ecc.) inoltre ha mutato radicalmente lo scenario della connessione: non più in un luogo circoscritto davanti a un pc, ma ovunque.

Anche da un punto di vista geografico la connessione alla rete si è estesa esponenzialmente da una porzione limitata della popolazione occidentale fino a coprire circa tre miliardi di persone. Pertanto stabilire il momento preciso in cui ci si connette e stimare conseguentemente il tempo di connessione come variabile per distinguere il comportamento d’uso da uno d’abuso è sempre più aleatorio. Anche perché lo stesso comportamento, come il numero di volte in cui un soggetto controlla la propria email, ha un significato diverso a seconda del rapporto tra le mail effettivamente ricevute durante la giornata e numero di accessi alla mail. Controllare dieci volte al giorno la casella ha un diverso significato se la media di ricezione è di due mail alla settimana oppure ottanta mail al giorno. Il numero di volte di accesso al profilo Facebook ha un significato diverso se si tratta di un profilo professionale da tenere aggiornato oppure se ci si sente soli e incapaci di relazioni.

Se il progredire delle tecnologie digitali ha avuto un impatto tale da ridefinire il significato delle relazioni umane non è possibile trascurare le implicazioni sulla definizione della salute e della patologia mentale (Silver & Massanari, 2006; Barak, 2008). È necessario sottolineare che le psicopatologie non sono entità assolute e invarianti nel tempo ma sono influenzate dal contesto storico culturale. L’Internet Addiction Disorder pare essere una categoria pesantemente storicizzata che ha colto un problema specifico di alcuni immigrati digitali alle prese con la rivoluzione digitale. Le psicotecnologie stanno riorganizzando l’architettura mentale e relazionale dell’uomo contemporaneo.Per questo, in un mondo nel quale è presumibile che gli individui saranno progressivamente sempre più connessi, la ricerca dovrebbe interessarsi anche a investigare i comportamenti considerati come patologici alla luce del più vasto mutamento culturale. Allo stato attuale appare assai semplicistico considerare internet come un oggetto, o una situazione, o uno strumento che si può usare, o di cui si può abusare o verso il quale instaurare una dipendenza: esso è un aspetto sovrastrutturale delle interazioni umane. Pertanto per i nativi digitali è necessario parlare di psicopatologie web-mediate invece che di dipendenza da internet. Non è tuttora chiaro se gli utenti del web possano sviluppare una dipendenza a internet o su internet oppure se la dipendenza non si strutturi verso un’attività più specifica che non internet in sé (ad es. il gioco d’azzardo patologico online). Come considerare allora sintomi da astinenza legati al non avere disponibile una connessione a internet in una società dove una grande percentuale di attività si fanno attraverso il web? Alcuni colleghi legano l’uso problematico di internet a una mancanza di soddisfazione dei bisogni primari così come sono stati concettualizzati dalla Self Determination Theory (autonomia, connessione, competenza). Ma la posizione può essere ribaltata ipotizzando che la connessione a internet stia diventando essa stessa un bisogno primario. È noto da ricerche ormai datate che la deprivazione dei bisogni fisiologici può indurre un’ideazione ossessiva sull’oggetto di soddisfacimento (come ad es. avviene per il cibo). Questo sintomo potrebbe essere spiegato in questi termini, considerando la connessione a internet come un’attività fisiologica.images

Mondo reale e mondo virtuale nella dipendenza da internet

Coerentemente con questa prospettiva, alcuni autori propongono di superare il dualismo tra reale e digitale introducendo il concetto di realtà aumentata. La realtà di internet attuale non è un’“altra realtà” (immersiva e sintetica) rispetto a quella quotidiana, ma una componente della quotidianità stessa. Ragionando in questi termini, con internet non è la virtualità ad essere estesa, ma la realtà stessa. La distinzione tra vita reale (off line) e realtà virtuale (on line), alla base della categorizzazione della dipendenza da internet, è troppo semplicistica. Le due dimensioni tendono sempre più a mescolarsi: chiunque disponga di uno smarthphone è sempre connesso, per raggiungere una destinazione ci si orienta con una mappa online (GPS), quando si è in riunione via Skype si sta “realmente” facendo una riunione. L’eterogeneità delle attività svolte online è negata dai criteri diagnostici dell’IAD. Pertanto, coerentemente con altri psicologi e colleghi penso che la tale categoria debba essere abbandonata perché Internet è un termine troppo inclusivo: “in qualche modo, dire che qualcuno è dipendente da internet è come affermare che qualcuno con un problema di alcolismo è dipendente da un negozio di alcolici”.

Come si cura la dipendenza da internet

Ammesso che esista un problema e che questo si manifesti nell’alterare la vita normale di una persona, La cura della dipendenza da internet passa attraverso un uno specifico intervento di psicoterapia. Serve intervenire con una serie di tecniche che come in altre dipendenze devono ridurre l’impatto negativo di internet sulla vita della persona. Allo stesso modo è necessario trovare dei comportamenti alternativi, abbastanza soddisfacenti, che possano sostituirlo, sostenendo la persona che deve superare le sue difficoltà socio-relazionali. Difficilmente le medicine possono essere d’aiuto, almeno che non vi sia una compresenza di altre patologie psichiche.Il primo passo è quello di capire se esiste un problema di dipendenza, il primo passo è contattare un professionista della salute mentale e chiedere consiglio.

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