Disturbo Ossessivo Compulsivo: Sintomi, Cure e Autoaiuto - PSICOHELP, lo psicologo a portata di click
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Disturbo Ossessivo Compulsivo: Sintomi, Cure e Autoaiuto

Disturbo Ossessivo Compulsivo: Sintomi, Cure e Autoaiuto

Disturbo compulsivo pulizia

E’ perfettamente normale, in certe occasioni controllare due volte che le cose siano state fatte. Ma se soffri del disturbo ossessivo compulsivo, i pensieri di controllo e le compulsioni possono diventare un penso che rende la vita lenta, insicura e alla fine impossibile. La sensazione è che qualsiasi cosa tu faccia non riesca a scacciare questi pensieri di cui diventi schiavo/a. La buona notizia è che questo problema è risolvibile e le percentuali di remissione completa dai sintomi sono alte (89% in sette sedute per la terapia strategica, vedi Nardone G., Watzlawick P., Brief Strategic Therapy, Rowman & Littlefield Publishers Inc, MD, USA, 2004). In questo articolo come di consueto provo a dare indicazioni utili, anche di autoaiuto per bloccare il problema e riprendere il controllo della propria vita.

Che cos’è il disturbo ossessivo compulsivo (OCD)? 

Il disturbo compulsivo ossessivo (DOC) è un disturbo caratterizzato da pensieri incontrollabili e indesiderati che si possono accompagnare o meno a comportamenti compulsivi. Spesso questi comportamenti hanno connotazioni irrazionali ma cosi come i pensieri sono irresistibili, le compulsioni sono irrinunciabili.  Come la puntina di un disco che si incastra e ripete lo stesso brano il DOC costringe la mente a bloccarsi un una serie di pensieri seguiti o meno da azioni. Alcuni esempi tipici sono: controllare più volte che un rubinetto sia chiuso, lavarsi le mani più volte fino ad arrosarle oppure bloccarsi semplicemente su un pensiero fisso che può andare dal dubbio di essere omosessuale al dubbio di aver disturbo ossessivo compulsivo organizzazioneinavvertitamente investito qualcuno in automobile senza accorgersene. Parlando delle compulsioni (non sempre presenti) queste possono essere mentali e/o fisiche. Mentali per esempio sono il ripetere delle parole in un ordine particolare, fisiche sono simili a quelle sopra descritte. Il portare a termine queste azioni, mentali o fisiche non è piacevole ma da sollievo (temporaneo). Il sollievo è dovuto al momentaneo risolversi dell’ansia che è innescata dai pensieri. Per capirci meglio, lo schema è si solito il seguente : pensiero ossessivo ->  aumento dell’ansia -> compulsione -> riduzione dell’ansia.

Se per esempio hai paura di essere contaminato, il pensiero ossessivo sarà quello che ti suggerisce “oddio sono infetto, sporco, contaminato”. L’azione o compulsione sarà quella di lavarti le mani. L’azione del lavaggio avrà come effetto quello della riduzione dell’ansia.  La persona con DOC funziona bene fino a che può permettersi di mantenere i rituali o tollerare le ossessioni. I problemi iniziano quando queste aumentano (e di solito il disturbo è ingravescente, cioè peggiora se non curato) e il tempo non basta più oppure ossessioni e comportamenti non possono più essere nascosti e causano imbarazzo e ostacolo alla vita sociale.

 disturbo compulsivo ossessivo cicloLa maggior parte delle persone cade in una di queste categorie:

      Ossessioni di contaminazione, compulsioni di lavaggio o evitamento di esposizione a sostanze

      Ossessioni di controllo, compulsioni del controllare più volte che qualcosa sia stato fatto. Si va dal rubinetto al gas e altro

      Dubbi di diverso genere. Se le cose non sono fatte in un certo modo allora accadranno conseguenze gravi.

      Ossessioni legate alla perfezione del come sono disposte o organizzate le cose.

     Ossessioni legate al chiedersi domande che difficilmente avranno risposta, come per esempio il chiedersi se si ama veramente o meno una persona, oppure se si è fatto bene o male ad avere un certo comportamento in passato. Il dubbio è come una persecuzione.

      Ossessioni del collezionare oggetti di cui non ci si riesce a liberare.

      Ossessioni del bestemmiare senza riuscire a smettere, e mentalmente questo accade davvero. 

      Ossessioni dell’aver fatto qualcosa di grave a qualcuno o di rischiare di fare male a qualcuno.

Misura il grado delle tue ossessioni 

DOC segni e sintomi

isolamento sociale nel disturbo compulsivo ossessivoAvere dei pensieri che ti ossessionano e comportarsi di conseguenza con azioni che possono sembrare rituali non è di per sé sufficiente per dire che una persona soffre di disturbo compulsivo ossessivo. Nel caso del DOC questi pensieri causano uno stress molto forte e iniziano lentamente ad occupare molto tempo e interferire con la vita quotidiana e con le relazioni. Molte persone con DOC hanno sia ossessioni che compulsioni ma a volte si hanno solo le prime o solo le seconde. Una criterio importante che noi clinici usiamo per stabilire se si tratti o meno di “disturbo” è il seguente (preso direttamente dal manuale DSM V): Le ossessioni o le compulsioni implicano un dispendio di tempo o causano disagio clinicamente significativo o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti. Per cui se questo criterio non è soddisfatto non si tratta di disturbo. Tuttavia se i sintomi (descritti in questo articolo) sono presenti meglio sentire un professionista psicologo oppure psichiatra per valutare la cosa. Il DOC insorge e cresce talvolta lentamente e prima si agisce meglio è.

DOC nei bambini

Di solito l’inizio del disturbo si ha in adolescenza o in età adulta. Può capitare che anche i bambini siano affetti da questa sindrome ma non necessariamente si tratta di disturbo compulsivo ossessivo. A volte i sintomi del DOC sono simili a quelli di altri problemi come l’ADHD, autismo o la sindrome di Tourette. Per questi motivi, se hai osservato un sintomo o più e hai dei dubbi il consiglio è quello di rivolgersi ad un professionista.

Imparare come resistere ai rituali

Ci sono diversi modi per essere utili a se stessi quando si tratta di gestire rituali e azioni compulsive. E’ probabile che eliminando le azioni e i rituali poi si riducano e cessino i pensieri ossessivi che li provocano. Ecco alcune indicazioni pratiche, che non hanno la pretesa di sostituirsi al parere di un professionista. Se applicando questi suggerimenti non ottieni benefici il mio consiglio è quello di rivolgerti ad uno psicologo, posso essere io oppure può essere un collega che già conosci.

1)    Non evitare le tue paure. Se i pensieri sono provocati da situazioni può sembrare una soluzione quella di evitare queste situazioni, ma non è cosi!. Più eviti le situazioni e più confermerai aevitamento fobico nel disturbo ossessivo compulsivo te stesso di essere vittima di qualcosa che non puoi superare. Lentamente potresti pensare di sperimentare situazioni che fanno partire i pensieri e/o i rituali con qualche piccola variante che ne riduca l’impatto. Prova piano piano a togliere queste varianti o modificale in modo da esporti alla situazione trigger in maniera completa. Un esempio è colui che evita di usare i bagni pubblici (DOC contaminazione). Invece di evitare dovrebbe iniziare almeno ad entrare nel bagno pubblico, magari senza toccare niente. Poi quando si sente più tranquillo prova ad andare in un bagno pubblico molto pulito ed aprire un rubinetto e cosi via. Modificando le azioni si cambia la percezione del problema. Stessa cosa vale per i rituali compulsivi. Sempre prendendo l’esempio del DOC da contaminazione, agire sulle azioni compulsive affrontando la paura potrebbe tradursi nel: non lavare tutte le mani ma escludere dal lavaggio un piccolo lembo di pelle. Una piccola violazione che può poi essere aumentata. Una variabile che si modifica facilmente è il tempo dedicato al rituale. Prova a diminuirlo e vedrai che presto riuscirai a controllare il rito.

2)    Anticipa il dubbio. Se sai che controllerai più volte la chiusura di un rubinetto, quando lo fai la prima volta controlla bene e fallo con attenzione. In certi casi è prescritta la registrazione video dell’azione (oggi con il telefonino lo possono fare tutti) che poi puoi rivedere nel dubbio.

3)    Re direziona la tua attenzione.  Quando hai pensieri ossessivi prova a spostare l’attenzione altrove. Per essere maestri in questo di solito consiglio un training in mindfulness ma se non sai cosa sia puoi iniziare con cose più semplici come decidere di fare joggin, camminare, fare bricolage o altro. La cosa importante è fare qualcosa che ti piace per almeno 5 minuti in modo da ritardare le risposte compulsive. Se questo funziona prova a ritardare sempre di più. L’urgenza dettata dal pensiero sarà piano piano meno forte in virtù dei ritardi introdotti.

Sfidare i pensieri ossessivi

donna con docTutti hanno pensieri che assillano o preoccupazioni che non fanno dormire. Ma chi soffre di DOC fa di queste situazioni la quotidianità e la testa resta inchiodata e schiava dei pensieri che non se ne vogliono andare. Le seguenti strategie anche se sono controintuitive permettono sovente di sfidare il pensiero ossessivo e di metterlo in scacco:

1)    Scrivere i pensieri ossessivi anziché provare a cacciarli. Tieni un blocchetto note, un notepad oppure la funzione note sul telefonino sempre a portata di mano. Quando i pensieri ossessivi arrivano questi devono essere scritti e riscritti fino a che non sei stanco anche di pensarli. Scrivere tutto, per filo e per segno quello che passa dalla mente. In questo modo ci si rende conto della ripetitività dei pensieri. Riscrivere molte volte un pensiero consente di vederlo davanti a se e valutarne meglio la ridicolaggine o bizzarria. Lo scrivere è molto più difficile del pensare per questo i pensieri ossessivi non possono accavallarsi o uscire a getto. Tutti i pensieri scritti devono passare per la matita oppure le dita che operano sulla tastiera. Il metterli per iscritto rallenta la fase di pensarli.

2)    Crea un periodo dedicato ai pensieri ossessivi e alle compulsioni. Anziché cercare di scacciarli, istituisci 15 o anche più minuti ufficiali dove ti dedicherai a quel pensiero ossessivo. I minuti dedicati a questo possono essere fatti in momenti più liberi. Ad esempio se hai la compulsione a fare qualcosa e sei impegnato nel lavoro o cose che richiedono concentrazione, allora puoi riprometterti che in pausa pasto poi ti dedicherai completamente al pensiero intrusivo. In un caso un paziente aveva l’ossessione di potersi ammalare di una malattia che colpisce il cavo orale. Per questo si lavava i denti non appena mangiava, anche più volte durante il pasto. E’ bastato iniziare con un ritardo del lavaggio denti di 2 minuti (che poi sono diventati 5, 10, 20, etc) per prendere il controllo del disturbo.

3) Crea una registrazione con i tuoi pensieri ossessivi. Con un registratore vocale oppure con un telefonino registra le espressioni del tuo pensiero ossessivo. Le registri cosi come affiorano nella tua mente. Usi le parole ad alta voce che senti nella tua mente e dici davanti al microfono. Ogni giorno ti apparti e riascolti la registrazione più volte per almeno 45 minuti. Fai questo fino a che confrontarti con il pensiero ossessivo e le sue espressioni registrate causano meno sconforto e ansia. Con il tempo ti accorgerai che questi pensieri creeranno meno tensione. Ripeti la cosa con le espressioni di ogni ossessione.

Tecnica dei quattro passi                                                   

Lo psichiatra J.Schwartz ha scritto uno dei libri più innovativi sull’argomento. Il titolo è “ Lucchetto mentale: liberati del disturbo ossessivo compulsivo” e spiega di come liberarsi dal problema seguendo uno schema in quattro fasi.

Prima fase: RINOMINAREprotocollo trattamento disturbo ossessivo

O meglio, riconoscere che i pensieri intrusivi e i bisogni di certe azioni sono il risultato del disturbo. Per esempio la tipica frase mentale detta da chi soffre di DOC da contaminazione “ho le mani sporche” deve essere cambiata in “ non penso o sento che le mie mani siano sporche. Sto vivendo un ossessione che mi fa sentire che le mani sono sporche e questo è perchè ho un problema che sto risolvendo, non perché le mani siano veramente sporche”. Nel caso del bisogno di agire una compulsione si può dire la seguente frase “ non sento la necessità di lavare le mani, sto solo percependo un bisogno compulsivo di farlo perchè ho un problema che si chiama disturbo ossessivo compulsivo”.

Seconda fase: RIATTRIBUIRE

Capire che l’intensità e intrusività dei pensieri e dei bisogni di agire una compulsione è causata dal DOC è probabilmente correlata da uno scompenso biochimico del cervello. Per questo è utile dirsi “Questo non sono io. Questo è il disturbo che causa falsi messaggi nel mio cervello”

Terza fase: REINDIRIZZARE

In questa fase il ricercatore invita a raggirare il disturbo spostando l’attenzione su qualcosa di diverso, almeno per cinque minuti. Quando ci si accorge che il disturbo sta agendo si deve iniziare a fare altro, almeno per cinque minuti.

Quarta fase: RIVALUTARE

Ultimo punto da seguire è quello di svalutare il disturbo e le sue istanze. I pensieri causati dal disturbo non sono importanti proprio perchè non sono i tuoi pensieri ma oggetti creati da uno scompenso momentaneo. Quando accade il pensiero, dopo aver attuato le prime tre fasi puoi dirti “ questo è solo l’ennesima stupida ossessione, non ha significato. É solo il mio cervello che sta funzionando male per un breve lasso di tempo”. Ricordati che difficilmente riuscirai ad eliminare i pensieri ma probabilmente riuscirai a dargli meno importanza e attenzione.

Introdurre cambiamenti di vita

Un sano ed equilibrato stile di vita aiuta nell alleviare l’ansia e vivere ossessioni e compulsioni meglio. Esercitati regolarmente, un buon 30 minuti di attività aerobica aiuta da un punto di vista vita sana per docfisiologico a ridurre la tensione. Concediti momenti all’aria aperta in spazi che ti rilassano e fanno star bene. Quando ti dedichi agli esercizi o allo stare all’aria aperta prova a mantenere l’attenzione sul tuo corpo, sulle sensazioni piacevoli che arrivano da questi ambienti e da questi movimenti.

Dormi bene e abbastanza. Anche il sonno aiuta a far scendere la tensione e l’ansia che correlano con gli attacchi DOC.

Elimina alcol e nicotina. Questi hanno effetti che potrebbero sembrare rilassanti ma che alla fine producono più ansia. La pseudo riduzione dell’ansia ad opera di queste sostanze è temporanea e alla fine l’effetto globale è quello di innalzamento della tensione e quindi esacerbazione dei sintomi DOC.

Pratica discipline e tecniche di rilassamento. E’ chiaro che non sia lo stress a causare il DOC, ma lo stress può peggiorarne i sintomi e aggravalo. Meditazione minfulness (vipassana), Yoga e altre discipline orientali aiutano a ridurre lo stress e i livelli di tensione. Per questo sono fortemente consigliate. La pratica deve essere regolare e assidua.

Chiedere aiuto

Il DOC può peggiorare e portare ad altri disturbi come la depressione. E’ importante provare a fare qualcosa ma se questo non funziona è ancora più importante chiedere aiuto. Nel nostro paese esistono gli psicologi oppure il medico di famiglia che intuito il problema invia a psicologo o psichiatra. La linea di intervento potrebbe essere quella iniziale del fai da te (per un periodo limitato di tempo) poi potrebbe intervenire lo psicologo e se non ci sono miglioramenti potrebbe intervenire lo psichiatra ed affiancare alla psicoterapia i farmaci. Il disturbo ha buone probabilità di essere aiuto professionale per disturbo ossessivo compulsivorisolto e queste aumentano se viene affrontato prima che si cronicizzi o peggiori.

La famiglia e gli amici possono aiutare stando vicino e offrendo supporto. Le compulsioni e le ossessioni possono portare ad isolamento per diversi motivi. Quando diventano irresistibili e frequenti possono causare vergogna e isolamento. Un caso capitato recentemente era quello di un ragazzo costretto a chiudere i rubinetti dell’acqua quattro volte e la cosa non era compatibile con il suo lavoro (barista) perchè talvolta clienti e colleghi si accorgevano della bizzarria e lo schernivano.

Un’altra risorsa sociale sono i gruppi di mutuo aiuto moderati dallo psicologo. In molte città esistono gruppi dove più persone condividono il problema e si supportano a vicenda.

Quali trattamenti psicoterapeutici scegliere

Le terapie più efficaci sono quella cognitivo comportamentale e quella strategica. Il discorso di efficacia della psicoterapia è pieno di insidie. La terapia comportamentale è quella con le migliori evidenze scientifiche perchè testata da molti ricercatori e università a livello mondiale. La terapia strategica ha altrettante evidenze ma sono state fatte quasi esclusivamente da un unico centro ricerche. Conoscendo entrambe gli approcci di seguito fornirò un riassunto di alcune tecniche usate.

Esposizione e prevenzione delle risposte. Questa tecnica richiede l’esposizione ripetuta agli stimoli che possono innescare i pensieri ossessivi. Dopo l’esposizione (che può essere modulata) viene terapia cognitivo comportamentale per disturbo ossessivo compulsivochiesto di limitare l’azione che si intraprenderebbe per ridurre l’ansia. Per esempio se l’ossessione è quella dello sporco e la compulsione è quella di lavarsi le mani, potrebbe esser chiesto di toccare la maniglia di un bagno pubblico e poi di sedersi e non andare a lavarsi le mani. Mentre stai seduto potresti notare che il bisogno impellente di lavar le mani si riduce dopo aver atteso per un certo lasso. In questo modo si ha un apprendimento. Si impara che lavarsi le mani non sia in ultima analisi l’unico modo per ridurre l’ansia.  Questo primo esercizio si occupa dell’aspetto comportamentale del disturbo. Per l’aspetto cognitivo si può invece provare a ragionare su alcuni aspetti catastrofici dei pensieri ossessivi. Capita spesso che le ossessioni prevedano delle conseguenze molto negative nel caso le compulsioni non vengano agite. Per esempio chi ha pensieri ossessivi sulla contaminazione pensa che se non lava bene le mani verrà infettato da chissà quale malattia mortale. Ecco, cercare di ridimensionare questi pensieri catastrofici è quello che si fa quando ci si occupa della parte cognitiva del problema. Un libro interessante sull’argomento è Terapia cognitivo-comportamentale nel disturbo ossessivo-compulsivo. Un manuale terapeutico  Angelika Lakatos

I trattamenti che si fanno in terapia breve strategica si caratterizzano per la rapidità ed efficacia dell’intervento. Le sedute di solito non superano i dieci incontri e i tassi di efficacia sono altissimi (ricordo per onestà intellettuale che questi dati sono forniti da poche ricerche di istituti universitari e dal centro ricerche della scuola strategica di Arezzo). Questi trattamenti sono basati terapia strategica per disturbo ossessivosull’individuazione e cambiamento delle tentate soluzioni adottate dal paziente per far fronte ai pensieri ossessivi. Queste “tentate soluzioni” sono solitamente disfunzionali (aumentano il problema anziché ridurlo) e devono essere cambiate. Le tecniche utilizzate nel protocollo sono diverse. Si va dall’introduzione di una piccola variazione del rituale ad interventi paradossali come quello di aumentare il numero di esecuzioni. Questa scuola ha individuato anche una nuova categoria di disturbo che è in effetti riscontrabile in molti soggetti. Si tratta del disturbo del dubbio patologico. I pensieri ossessivi compaiono in questo caso sotto forma di domande e non ci sono rituali. Il problema è che il paziente continua a farsi delle domande e restare nel dubbio. Il dubbio patologico fa entrare l’ossessivo in un circolo vizioso di domande alle quali prova a rispondere per poi farsi altre domande. In questi casi si interviene con una tecnica che non blocca le domande (pensieri ossessivi che non si riescono a bloccare) ma blocca invece le risposte, estinguendo alla fine anche le domande.

In certi casi il disturbo ossessivo compulsivo è conseguenza di un trauma e le ossessioni sono modi per far fronte al disagio subito. In questi casi sarà lo psicoterapeuta a capire che prima vanno risolti i traumi non elaborati e poi si possono affrontare i sintomi del DOC. Quando la famiglia è coinvolta è opportuno integrare con tecniche di terapia sistemica in modo da promuovere la comprensione e motivare i famigliari ad aiutare nel modo corretto la persona ammalata.

Le medicine possono aiutare nei casi più gravi ma la loro efficacia è massimizzata dal contemporaneo intervento psicoterapeutico. I farmaci usati sono di solito parte della famiglia SSRI (usati anche per trattare la depressione).

Aiutare qualcuno con il DOC

Il modo in cui reagiamo ai sintomi può avere un forte impatto sulla guarigione e sul recupero. Commenti negativi o critiche possono peggiorare chi soffre del disturbo. Al contrario un ambiente tranquillo, di supporto e comprensione può aiutare il trattamento e il recupero funzionale. Alcune regole sono le seguenti:

Evitare di criticare la persona. Ricorda chi soffre di DOC mostra sintomi e non vezzi o stravaganze gratuite.

Non sgridare la persona, non cercare di bloccare i rituali. La pressione e lo stress non farà altro che peggiorare la situazione

Sii gentile e paziente. Ogni persona ha bisogno di tempo per superare i problemi con i propri ritmi. Complimenta i tentativi di resistere ai rituali a focalizza l’attenzione sugli elementi positivi.

Non aiutare nei rituali. Devi supportare la persona, non i rituali. Aiutare nei rituali rinforza il comportamento disfunzionale.

Mantieni una comunicazione positiva e chiara.

Utilizza l’umorismo. Non deridere la persona ma ridi del lato buffo dei rituali e ridi con la persona che soffre. Devi in questo tuttavia assicurarti che la persona che soffre non si senta offesa.

Non permettere che il DOC prenda il sopravvento sulla vita familiare. Parla con la persona che soffre del disturbo e insieme decidete come affrontarlo. La famiglia deve avere una vita il più normale possibile.

A chi chiedere aiuto

Se conosci uno psicologo prova a fissare un appuntamento per una prima diagnosi. Sarà lui a capire se può trattare il disturbo o se fare un invio ad un professionista più adatto (altro psicologo specializzato oppure psichiatra). Chiedi a me un incontro da qui. Chiedi in alternativa al tuo medico, lui probabilmente ti indirizzerà verso uno specialista.

Nel caso i contenuti non fossero chiari o avessi bisogno di un consulto personalizzato, via telefono o skype oppure in studio, puoi contattarmi qui o prenotare direttamente da questo link

 

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