Fobia Sociale - Consulenza Psicologica
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Fobia sociale: sintomi, rimedi, supporto psicologico

fobia sociale

Fobia sociale: sintomi, rimedi, supporto psicologico

La fobia sociale è una  disturbo piuttosto comune in Italia. Secondo alcune ricerche, il tasso di persone afflitte da tale patologia va dal 3% al 15% della popolazione. Sempre secondo questi studi sembra che l’ansia sociale sia più diffusa fra le donne e meno fra gli uomini. La peculiarità cardinale della fobia sociale è la paura di stare di fronte agli altri, perché si teme di essere messi in imbarazzo o di essere umiliati o criticati da parte degli altri. Questa preoccupazione può portare chi ne soffre ad sfuggire la maggior parte delle situazioni sociali, per la paura di avere comportamenti e modi considerati sbagliati da gli altri.  In pratica il timore di essere giudicati è il nocciolo di questo disturbo. Le persone che hanno un insieme di sintomi riconducibile alla fobia sociale hanno paura di apparire agitate e che qualcuno noti questa agitazione e le giudichi male. Possono temere  di diventare rosse in viso, di barcollare, di balbettare, di sudare, di avere batticuore, oppure di rimanere in silenzio senza proferire parola o di risultare socialmente inette. Solitamente le situazioni più evitate da chi soffre di ansia sociale sono quelle che comportano l’esigenza di dover fare qualcosa davanti ad un audience, come ad esempio parlare di qualcosa o anche solo compilare un documento, telefonare o mangiare; a volte può scatenare ansia sociale il solo dover entrare in una stanza dove ci sono persone già sedute, oppure parlare con con un conoscente. Infine, accade spesso che chi percepisce ansia sociale, quando non si trova nella situazione di ansia sociale stessa, spieghi come irragionevole la propria fobia e tenda, come conseguenza, ad auto colpevolizzarsi e biasimarsi per non riuscire a comportarsi come sarebbe naturale farlo.

Tipi di fobia sociale

La fobia sociale, se non curata, tende a rimanere stabile e a divenire cronica, e frequentemente  può dare luogo ad altri problemi come gli attacchi di panico o la depressione. La maggior parte delle volte, la fobia sociale tende a manifestarsi la prima volta in età adolescenziale o nella prima età adulta.

In letteratura è facile distinguere fra due diverse tipologie di  Fobia Sociale:
·       Al fobia sociale semplice, quando la persona avverte ansia sociale solo in una o relativamente poche situazioni (per esempio va in panico quando deve parlare in pubblico, ma non ha problemi in altre situazioni sociali come chiedere ad un potenziale partner un appuntamento oppure andare a teatro);
·       La fobia sociale generalizzata, nel momento in cui invece la persona ha paura di quasi tutte le occasioni  sociali. Nelle forme più gravi e limitanti, si tende a prediligere la diagnosi di disturbo evitante di personalità.

Fobia sociale sintomi

fobia-socialeLa peculiarità cardinale della fobia sociale è data dall’angoscia di trovarsi in situazioni sociali o di essere osservati mentre si sta facendo qualcosa, come ad esempio parlare in davanti alla gente o, più meramente, parlare con un conoscente, chiedere una informazione, mangiare al ristorante o addirittura telefonare. Nelle situazioni sociali immaginate, gli individui con ansia sociale sono tormentati dall’idea di apparire imbarazzati e, soprattutto, sono timorosi che gli altri li giudichino ansiosi, goffi, “pazzi”, o sfigati (passatemi il termine). Sono sintomi della fobia sociale, quindi, la paura di parlare in pubblico (a volte esiste la preoccupazione di scordare all’improvviso quello che si deve dire). Un altro timore che pervade chi parla davanti ad un audience è solitamente la paura che gli altri vedano il tremore delle mani o il rompersi della voce. Un altro sintomo è l’ansia estrema quando si parla con gli altri per la paura di apparire poco incomprensibili e stupidi. I sintomi della fobia sociale possono portare la persona ad evitare di mangiare, bere, sedersi vicino ad altri, firmare documenti o chiedere informazioni se messi in una situazione con altra gente. Come sovente accade nei disturbi fobici, le persone che provano tale disturbo riconoscono, quando sono lontane dalle situazioni temute, che le loro paure solo assolutamente irragionevoli, eccessive e sciocche, arrivando così a colpevolizzarsi ulteriormente per i sintomi della fobia sociale stessa e per le proprie condotte evitanti.

Un resoconto più preciso dei sintomi di questa fobia può essere preso dal DSMV.

I sintomi della fobia sociale si possono suddividere in tre tipologie.

  • Fisici: tachicardia, tremori, senso di vomito, senso di mancanza di ossigeno, iper sudorazione, arrossamento al viso, giramento di testa, stato di tensione, ecc;
  • Cognitivi: pensieri negativi circa il modo in cui gli altri giudicano il soggetto. Tali pensieri sono vissuti come irrazionali e come già spiegato girano attorno alla paura di risultare motivo di imbarazzo, timore di essere umiliati o valutati negativamente. La persona riesce a riconoscere queste paure come esagerate e non motivate;
  • Comportamentali: Freeze o immobilizzazione  che può bloccare la parola, il corpo intero ed anche la capacità di ricordare. L’evitamento delle situazioni sociali oppure il fuggire da esse in modo anticipato. Ovviamente, queste persone cercano in tutti i modi evitare tali situazioni o, se vi sono costrette, sopportano tali situazioni con una misura di disagio molto elevato. I sintomi della fobia sociale (legati all’ansia) maggiormente percepiti non sono gli stessi per tutte le persone qui di seguito le percentuali più precise dei diversi sintomi fisiologici: palpitazioni (79%), tremori (75%), sudori (74%), tensione muscolare (64%), sensazione di vomito (63%), sospensione della salivazione (61%), vampate di calore (57%), arrossamenti (51%), mal di testa (46%).
  • Un altro sintomo tipico di questo disturbo è una marcata ansia sociale che anticipa le situazioni temute e che viene chiamata “ansia anticipatoria”. Così, già prima di affrontare una situazione sociale (per esempio andare ad un party o andare ad un meeting), le persone cominciano a inquietarsi per tale evento.

Come si cura la fobia sociale

Come per gli altri disturbi d’ansia, la psicoterapia si è dimostrata generalmente molto efficace nella cura della fobia sociale. Alcune psicoterapie hanno supporti empirici e numerosi studi ne dimostrano l’efficacia. Un paio di esempi possono essere la psicoterapia strategica e quella comportamentale. La psicoterapia breve e strategia è orientata a risolvere il problema nell’arco di poche sedute, focalizzando l’intervento sul sintomo. Con tecniche ti ipnosi e tecniche basate su una comunicazione efficace, il terapeuta inquadra quel sistema percettivo-reattivo che mantiene il problema. Questo tipo di terapia, differentemente dalle altre, non pone eccessiva importanza al passato ma si concentra nel presente e nell’offrire sollievo già dopo le prime sedute. La psicoterapia cognitivo comportamentale è centrata sull’analisi del comportamento e sulle percezioni del paziente. Punta da un lato a modificare i pensieri disfunzionali, dall’altro a offrire alla persona migliori capacità ed abilità nel affrontare le situazioni temute.
Per entrambe questi tipi di psicoterapia, le idee disfunzionali o irrazionali sono ideazioni che le persone si fanno circa ciò che osservano e che accade, che scaturiscono, a loro volta, da schemi di pensiero rigidi e poco utili, come ad esempio la credenza che ammettere la propria ansia sia un segno di debolezza oppure la convinzione di essere sempre accuratamente esaminati da parte degli altri.

fobia-sociale-ansiaI pensieri parassiti entrano, per così dire, sono pensati solo quando una soggetto deve fronteggiare  una situazione sociale, cioè deve nella sua mente, farsi giudicare dagli altri, facendo così scattare l’ansia e la conseguente sensazione di perdita di controllo. La cura della fobia sociale, solitamente, mira a modificare tali idee durante il lavoro psicoterapeutico, dall’altra cerca di sanare quei meccanismi che rendono impossibile la vita sociale dell’individuo. Tali abilità prevedono, solitamente, sia tecniche (come i training di rilassamento) per la gestione dell’ansia, sia tecniche per la gestione dell’interazione verbale, sia veri e propri compiti che il terapeuta può assegnare al paziente. La terapia per la cura della fobia sociale si può condurre ottimamente in sedute individuali sia in presenza che con le nuove tecnologie (soprattutto negli stati uniti sta prendendo piede questo nuovo ed efficiente modo di fare terapia). E? improbabile trovare sedute di gruppo per la cura di questo problema. In ogni caso, quando è  possibile, il trattamento di gruppo presenta notevoli vantaggi, a cominciare dal fatto ovvio di essere già in una situazione sociale. La cura farmacologica della fobia sociale, si basa fondamentalmente su due classi di farmaci: benzodiazepine e antidepressivi. Tutti i farmaci qui di seguito menzionati vanno presi solo sotto prescrizione del proprio medico a causa delle importanti controindicazioni e degli effetti collaterali. La prescrizione di sole benzodiazepine raramente sufficiente per risolvere il problema. Nel caso dell’ansia sociale, si sono comunque rivelate di una certa efficacia sia l’alprazolam che il clonazepam. Nonostante questo, l’utilizzo di queste sostanze è sempre da considerare con attenzione per gli effetti di dipendenza e di abuso che si possono creare e per le possibili difficoltà (come per esempio lo sviluppo di un’ansia-da-rimbalzo) che si possono generare alla loro sospensione. Tra gli antidepressivi triciclici, solitamente la molecola più usata in questa classe è l’imipramina. L’utilizzo di questi farmaci nella cura della fobia sociale, tuttavia, non sembra che sia particolarmente promettente. Tra gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), per il trattamento dell’ansia sociale sono stati utilizzati: la fluvoxamina, la fluoxetina, la sertralina e la paroxetina. Chi più chi meno, tutti hanno mostrato una certa efficacia nel diminuire i sintomi, anche se va sottolineato che i risultati.

Ansia sociale: rimedi naturali

Bere una tisana:
Se parliamo di agitazione ed ansia, la camomilla È il rimedio più conosciuto. Ovvio che non può sostituire una psicoterapia, ma male non fa e ci permette di dedicarci un momento rilassante e piacevole. Quando ci sentiamo un po’ in agitazione andiamo a prepararci una bella camomilla. E spesso ci sentiamo meglio. Questo perché la pianta ha delle proprietà calmanti, grazie alla presenza di sostanze chimiche chiamate flavonoli. Alcune molecole riescono ad agire sui recettori del cervello quasi allo stesso modo di alcuni farmaci. Oltre ad aiutare a calmare l’ansia, la camomilla è usata anche come terapia naturale contro disturbi gastrici e digestivi e (disturbi frequenti in chi soffre di crisi d’ansia). Esistono degli studi fatti negli stati uniti, secondo i quali, i soggetti che soffrivano di disturbo d’ansia generalizzato e che hanno assunto un certo quantitativo di camomilla per otto settimane, hanno migliorato significativamente le loro condizioni psichiche, risultando più tranquilli e rilassati.

Fare esercizio fisico:
In modo regolare, fare esercizio fisico contro l’ansia generalizzata. Se è dimostrato che l’esercizio fisico aiuta il corpo a rilassarsi, colleghi ricercatori hanno quantificato con metodi sperimentali, quanto tempo il nostro corpo impiega a rilassarsi. Sembra che dopo 20 minuti di attività fisica incominciamo a sentirne i vantaggi. Per sfruttare questo breve lasso di tempo non occorre per forza andare nella piu attrezzata delle palestre. Basta fare il giro più lungo per andare a fare la spesa e farlo con passo sostenuto.
Bere del the verde

Il tè verde contiene molte sostanze, fra le quali un aminoacido chiamato L-teanina, che ha effetti calmanti. Il beneficio è doppio perché più si è sereni, più ci si riesce a focalizzare su ciò che stiamo svolgendo in quel momento. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Foods, il prendere circa 200 mg di L-teanina prima di un esame ha facilitato l’esame agli studenti universitari più predisponi all’ansia.

Ricordati di respirare:
Quando si è in uno stato ansioso si ha la tendenza a respirare con la parte alta del tronco: in questo modo la velocità della respirazione aumenta e andiamo in iperventilazione. Imparare a gestire la respirazione in modo che parta dalla parte inferiore del torace o dall’area addominale è importante per riuscire a regolare quanto ossigeno e quanta anidride carbonica è contenuta nel nostro sangue. Queste due molecole O2 e CO2 hanno effetti importantissimi sul nostro sistema nervoso. Per respirare bene dobbiamo prima di tutto avere una posizione comoda. Ci sono moltissime tecniche di rilassamento. In una di queste basta  fare un profondo respiro e contare fino a quattro, trattenerlo per quattro secondi e poi buttare tutto fuori, lentamente, contando fino a otto. “Il motivo per cui dovremmo fare la respirazione? Non possiamo sentire l’ansia se facciamo respiri profondi”, come riporta il prestigioso  sito Health.com.

Le piante officinali

La Melissa,  usata fin dal Medioevo come rimedio naturale contro ansia e agitazione. È conosciuta anche come cedronella perché le sue foglie, se strofinate, sprigionano il caratteristico odore di limone. Ha proprietà sedative e calmanti. Inoltre aiuta a risolvere i problemi di insonnia. Può essere presa come tisana, combinata con altre piante, oppure in capsule, ma è bene non esagerare e seguire il consiglio del proprio erborista di fiducia, specificando che la si vuole provare per aiutare a contrastare l’ansia sociale.

Lavanda – L’odore della lavanda e’ molto conosciuto. Quello che lo è meno è il suo effetto “anti-infiammatorio” sul nostro sistema nervoso. Secondo uno studio condotto da una università greca, i soggetti in attesa di entrare in uno studio medico hanno provato meno ansia se venivano esposti sottoposti al profumo della lavanda. Proprietà sedative confermate anche da un’altra ricerca, condotta da una università americana: gli studenti che inalavano la lavanda prima di un esame erano portati ad sentire meno agitazione degli altri durante la prova.

Valeriana – Ci sono alcuni rimedi naturali che riducono l’ansia senza farti sentire addormentato e altri che ti “stordiscono”. La valeriana rientra nella seconda categoria. È un valido aiuto contro l’insonnia e i problemi legati al sonno. Di solito per combattere l’insonnia è meglio prenderla in pillole. Anche in questo caso, visti i potenti effetti, meglio chiedere consiglio al proprio erborista. Lui saprà come gestire al meglio l’assunzione di questo arsenale chimico naturale

Se hai letto sino a questo punto, per te l’ansia è un problema importante. Per affrontarla con l’aiuto di un professionista della salute mentale, non esitare a contattarmi:

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