Essere all’estero può comportare rischi per il benessere psicologico. Fortunatamente esiste oggi un aiuto professionale concretoIl successo o l’insuccesso di un progetto di espatrio dipende soprattutto da come una persona vive le vicende dell’allontanamento dal proprio ambiente. Chi decide di espatriare lo fa solitamente per motivi di lavoro ed economici. Le opportunità che si trovano all’estero sono tipicamente migliori di quelle che troviamo nel nostro paese, ma andare a vivere all’estero non è per tutti.  Fortunatamente ci sono professionisti che possono fare la differenza e trasformare un cattivo inizio all’estero in una storia di successo e soddisfazione.  Il funzionamento è semplice e come funziona lo psicologo online per espatriati lo puoi trovare qui.

 

Recentemente ho letto un lavoro superlativo di un collega Taricco Gianpietro. Per chi si trovasse su questa pagina e avesse seri progetti di vita all’estero posso consigliare il suo lavoro che si trova qui.

Coloro che si spostano in un altra nazione si trovano a dover affrontare diversi  problemi tra i quali il trasloco stesso, il trovare una sistemazione e l’integrazione in un nuovo tessuto sociale.
Il trasferimento all’estero è soventemente ritenuto un’esperienza piena di emozioni ma sono molti gli espatriati che hanno difficoltà sia di tipo pratico sia di tipo psicologico.

I problemi più diffusi  tra gli espatriati sono (fonte: HSBC Expat Explorer, 2008):

  • Apprendimento di una nuova lingua
  • Ricerca di un alloggio
  • Creare un nuovo tessuto di relazioni sociali
  • Risolvere il problema della gestione delle proprie finanze e dell’assistenza sanitaria
  • Fronteggiare i problemi psicologici che insorgono dopo lo spostamento

 

 

I giovani, com’è noto, hanno minori difficoltà ad apprendere una nuova lingua e probabilmente risulta loro più facile fare nuove amicizie e affrontare nuove situazioni.

Gli espatriati più maturi, invece, di solito percepiscono dei salari ragguardevoli e numerosi benefit che li aiutano a risolvere tutte le questioni di tipo materiale, ma soffrono di maggiori difficoltà di tipo psichico.

In generale, gli espatriati tendono a sottostimare  i problemi psicologici che nascono dopo il trasferimento, ma questi se sottovalutati possono con il passare del tempo portare al rientro a casa, o meglio alla rinuncia della vita sperata.  Da una ricerca realizzata da Just Landed sugli espatriati tedeschi nel 2008 si evince che per il 68% degli intervistati il trasferimento è stato più duro di quanto si aspettassero, mentre solo l’8% l’ha trovato un cambiamento facile da gestire. I problemi più citati dai tedeschi sono:

  • Adattarsi a una nuova cultura (85%)
  • Trovare nuovi amici (72%)
  • Imparare una nuova lingua (42%)
  • Trovare una sistemazione (38%)

L’adattarsi ai nuovi usi e alle nuove abitudini non è facile se non si ha una rete sociale pronta ad accettarci. Quello che puo’ accadere è che l’isolamento, gli stati d’animo negativi e la tendenza a chiudersi in se stessi possano pregiudicare l’inserimento nella nuova cultura, l’abilità di trovare una compagna/o e il sentirsi bene anche se si è all’estero.

Ci sono percorsi che una persona può fare per migliorare le possibilità di successo come espatriato. Queste sono suddivisibili in due categorie, una che potremmo chiamare di auto-aiuto e una professionale.  Nella prima categoria rientrano la lettura di libri sull’argomento, la pratica di discipline che riducano l’ansia e lo stress (yoga, meditazione, etc). Nella categoria professionale ci sono tutta una serie di figure che possono essere utili come lo psicologo online per espatriati.