Vergogna ed imbarazzo
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Vergogna e Imbarazzo cosa sono e come sconfiggerli

Vergogna e Imbarazzo cosa sono e come sconfiggerli

 

Che cos’è la vergogna?

La vergogna è una emozione complessa che può avere vari gradi di intensità e persistenza. Non è una emozione primaria ma tende ad essere considerata il risultato di un mix di stati d’animo. Questa emozione è sicuramente composta da uno stato di dolore e sofferenza. Di solito si esperisce vergogna quando si pensa di aver fatto “una impressione non commisurata alle aspettative di chi ci osserva”. Detta in termini semplici la vergogna è di solito spiegata come l’esperienza di “aver fatto una figuraccia”.La sofferenza si riverbera in tutto il corpo della persona ed è direttamente legata s situazioni sociali e in generale al rapporto con gli altri. Un ruolo fondamentale, come capita spesso in psicologia è quello giocato dalla sfera cognitiva e percettiva della persona che soffre di questo senso di inadeguatezza. E’ quello che una persona percepisce di una situazione che fa provare vergogna. Se per assurdo, la stessa situazione venisse percepita da un’altra persona, allora può darsi che questa non provi vergogna. Perche accade questo? Perché alcune persone sono timide per esempio e altre no? Il discorso è complesso e, nel caso della vergogna patologica può essere che i motivi stiano non proprio in superficie. In molti casi si pensa di, essere considerati inferiori alle aspettative degli altri, si è consapevoli cioè di essere guardati in modo profondamente diverso da come si desidererebbe. La vergogna è un emozione spiacevole proprio perché deriva direttamente dall’immagine di sé rispetto agli altri e improvvisamente si diviene non dei pochi di buono e non degni di esistere. E’ chiaro anche che le persone solitamente molto dipendenti dal giudizio di altre persone sono soggette all’influenza della vergogna. Molte di queste persone, o almeno la maggior parte di loro si dedica in modo incessante a migliorarsi e a sforzarsi di fare meglio per gli altri.Filtri cognitivi e vergognaTalvolta questi sforzi contano poco in quanto, come accennato sopra, il filtro cognitivo con il quale la persona vede il giudizio degli altri impedisce di avere dei feedback positivi e dei riconoscimenti che possano invertire la tendenza. Come direbbe una vecchia pubblicità, di solito le persone vergognose sbagliano “candeggio” e anziché lavorare sui filtri cognitivi (come vedono la realtà) lavorano ad un incessante miglioramento orientato agli altri. La notizia buona è che esistono dei training psicologici che lavorando su queste leve possono invertire la tendenza.

Si prova vergogna quando ci si sente troppo esposti al giudizio degli altri e talvolta anche quando si ha la percezione di essere poco guardati. In questi casi si ha la convinzione che gli altri non si curani di noi e che addirittura non si accorgono della nostra esistenza. Diviene rilevante allora la profonda esigenza di essere visti, considerati nonostante tutto.

 

Autostima e vergogna

Una bassa stima di sé potrebbe essere al centro del problema specialmente se si ha la sensazione di essere rifiutati dagli altri ed esclusi dal gioco sociale.

Qui possiamo iniziare a scavare e capire quali sia l’immagine che la persona ha di se stessa e quali siano i se che idealmente vorrebbe essere. Sono queste ideologie che falliscono lasciando il posto alla vergogna. Ad un tratto queste idee ideali del proprio se disattese danno luogo a sensazioni di autosvalutazione e di impotenza che arrivano ad essere pericolose per la propria identità. Alcuni
vivono questa discrepanza come una sorta di offesa narcisistica o come un intollerabile insulto.

I comportamenti che possono scaturire sono di diversi tipi, a seconda della personalità della persona. Una persona può provare vergogna ed assumere un comportamento
aggressivo, arruolando una rabbia vendicativa nei confronti di colui o quella cosa che li ha messi in
quella situazione insostenibile. L’ emozione della vergogna ha a che fare dunque con l’immagine di
sé e soprattutto con la autoconsapevolezza. A dirrefenza della vergogna, la felicità, la paura e tante altre emozioni risultano di natura diversa dalla vergogna o dall’imbarazzo perché non sono emozioni auto-riferite, non vanno a scalfire prevalentemente la consapevolezza di sé la valutazione di se stessi nei confronti degli altri.

 

Esperienze imbarazzanti antiche

Ci si vergogna di vergognarsi e ci si vergogna di aver fatto imbarazzare una persona. Bisogna tuttavia fare attenzione in quanto frequentemente la vergogna viene confusa con il senso di colpa. Il senso di colpa segue la trasgressione e innesca la paura della
punizione mentre la vergogna accompagna la percezione di un fallimento delle proprie ed altrui ò alternative. Se vogliamo spingerci oltre, ma si tratta di ipotesi, può darsi che alla radice della vergogna ci siano una o più situazioni che hanno innescato i pensieri negativi. Queste sono magari andate dimenticate e talvolta le si recupera con tecniche ipnotiche. Anche se sono andate perse dalla nostra consapevolezza, può darsi che abbiano ancora effetti importanti nel presente.

Tornando alle differenze fra imbarazzo, vergong e senso di colpa posso dire che il senso di colpa è più pratico, ha a che fare con l’azione, può essere talvolta rimediato. Nel senso di colpa si mette in discussione il “cosa ho fatto”. La vergogna invece ha pochissime
possibilità di essere sanata dal punto di vista pratico. Questo perchè è considerata uno stato del sé e non il prodotto di un conflitto. La vergogna riguarda l’integrità del sé, le proprie capacità, non ci può essere azione che ripara ma si mette in discussione il “come sono” e il come “si aspettano che io sia”.

 

Come si manifesta la vergogna

La vergogna può pervaderci solo per brevi periodi e appena compare, sentiamo la necessità di
allontanata in qualche modo. L’ esperienza di vergogna è contraddistinta da espressioni
piuttosto potenti, chi sperimenta il sentimento della vergogna sente il desiderio di
scomparire, di non farsi vedere. Lo sguardo degli altri viene accuratamente evitato, il
volto appare impassibile, vi è una accelerazione del battito del cuore, sul viso si innesca un
rossore che poi tende a svanire. Nel bambino piccolo possiamo notare il fenomeno
del rossore solo quando egli ha acquisito la consapevolezza di sé.

 

Vergogna ansiogena
L’ angoscia da vergogna si manifesta quando si sente il rischio di essere giudicati e probabilemente giudicati come non adeguati alle aspettative. Con il passare del tempo questa ansia può portare ad evitare situazioni e può portare ad una vera e propria esclusione dalla vita sociale. Ricordo un paziente che era arrivato ad evitare di parlare a tavola con i genitori e un’altra che evitava di mangiare con i famigliari e si richiudeva in camera per consumare i pasti. Prima di arrivare a questi livelli è bene chiedere aiuto, ci sono dei training che possono aiutare la persona a riprendere il controllo della propria vita e a vivere in modo più sereno.

 

Radici della vergogna

Un certo grado di vergogna è presente nella maggior parte dei bambini. Il bambino, al settimo, ottavo mese, se una persona si avvicina troppo, può guardare in basso, addirittura gridare o piangere. L’infante cercherà di evitare il contatto visivo, di coprire il viso, di nascondersi dietro il genitore. Il sé si forma attraverso le esperienze sociali, la vergogna può avere il ruolo fondamentale di proteggere il proprio se e conservarlo. La vergogna potrebbe anche funzionare come regolatore di buona distanza nella relazione con un interlocutore più o meno conosciuto. Infatti un certo grado di imbarazzo e vergogna influisco sullo spazio privato e fungono da segnale quando l’altro è avvpercepito ertito come troppo vicino. Nelle persone con disturbo di personalità e con confini del sé precari, una eccessiva vicinanza intersoggettiva provoca la paura di essere invasi. Acute emozioni di vergogna sono collegate inoltre ad episodi di abuso sessuale. La persona abusata vive una grande vergogna e ha la sensazione fastidiosa che la violenza subita abbia modificato il modo in cui si rapporta con gli altri.

Vergogna e psicopatologia

Molti soggetti affetti da forme di psicosi gravi, nello specifico quelle con sfumature
paranoidi, esperiscono la propria condizione come un grave difetto, associato ad un importante senso di vergogna. Nelle dinamiche che portano al suicidio, frequentemente si assiste ad una violenta svalutazione del proprio valore e un grande vergogna. Nei disturbi come anoressia e bulimia, si è vittime della dalla vergogna di aver mangiato molto e di aver tradito il proprio intento anoressico. I rituali delle abbuffate sono fatti in segreto e di nascosto. La vergogna ancora è presente soprattutto quando ci si sente poco o per niente considerati, apprezzati, amati.

Spesso questa sensazione è tipica di quelle persone che credono di poter essere amate o
apprezzate solo se ne danno i motivi. Il pensiero che spesso pervade chi segue questa logica è quello dell’ “impossibilità” di ricevere amore per il solo fatto di esistere.

Alcuni psicologi fanno risalire le cause di questi pensieri disfunzionali al fatto che il bambino non
riesca a creare un “attaccamento di buona qualità” alla figura materna. Per questo motivo, sempre secondo una certa corrente di pensiero, il bisogno di attaccamento insoddisfatto diviene la base di una ricerca infinita di un contatto interpersonale e sociale e di appartenenza. Il bambino si separa dalla fusione con la madre e scopre di non essere il solo ad essere vicino alla madre, rivelazione questa che conduce inevitabilmente alla sensazione di non essere l’unico, di essere una parte del tutto, di avere dei limiti. Da questa ricerca senza fine la paura di non essere adeguato e quindi di non essere sufficientemente buono e all’altezza delle aspettative degli altri. Una madre poco presente o indifferente ai bisogni del bambino potrebbe non aiutare il piccolo nel processo di socializzazione e nel sentirsi accettato e all’altezza delle aspettative. La vergogna è complessa,
multiforme, ha quindi aspetti positivi e aspetti meno positivi per la persona.

 

Come provare meno vergogna e imbarazzo?

Il modo più rapido ed efficace è quello di farsi seguire da uno psicologo che abbia conoscenze in questo campo e che disponga di programmi specifici. Accrescere la nostra resilienza è un punto chiave del discorso sul come contrastare la vergogna. Prima di questo dobbiamo innanzitutto accorgerci dell’emozione e del suo innescarsi. In pratica si tratta di:

1)      Riconoscere quando entri nella spirale della vergogna. Uno dei modi di accorgersi dell’insorgere dell’emozione è identificare i segnali fisici che la contraddistinguono. Per sapere quali questi segnali siano dobbiamo osservarci ed ascoltare il nostro corpo. I segnali del corpo possono essere diversi per ognuno di noi. Per questo è importante individuare i nostri propri segnali, la location e la loro modulazione in intensità.

2)      Identificare le tue reazioni comportamentali quando ti vergogni. Per la ricercatrice L.M. Hartling, capo di una rete di accademici che si dedicano allo studio della vergogna, tre sono i modi che le persone hanno di reagire. – allontanarsi dagli altri, ritirandosi in silenzio, – attaccare gli altri ed assumere un comportamento aggressivo atto a ristabilire la propria dignità, -provare in modo disperato di soddisfare le aspettative degli altri anche se la cosa ci potrebbe danneggiare

3)      Dopo aver identificato l’inizio della spirale della vergogna, i comportamenti messi in atto in risposta l’azione da intraprendere è quella del “condividere”. L’empatia è un antidoto contro la vergona. Essa aiuta a sciogliere quelle emozioni dolorose che la accompagnano. Una delle cose che più contrastano la vergogna è il capire che non siamo soli. Quando capiamo di essere persone come tutte le altre ci sentiamo meglio e più connessi con gli altri. Il condividere la nostra vergogna, dicendo che si sentiamo in imbarazzo, che pensiamo di aver tradito le aspettative è una buona pratica per contrastare la vergogna. Ovvio, non è cosi facile da fare da soli. Il confessare una debolezza molto spesso è fonte di ansia.

4)      Compassione verso se stessi. Questa è una tecnica che deriva dalla filosofia buddhista e si è rivelata molto efficace nei casi di vergogna patologica. Tuttavia la descrizione e la spiegazione di questa tecnica richiederebbe troppe parole per essere contenuta in questo articolo.

Per approfondire il discorso o per chidere informazioni su un training che lavori sulla vergogna ed imbarazzo, lascio il modulo di contatto qui sotto.

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